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RICERCA TARTUFO

Zarlot – Ricerca Tartufo

In questa pagina riportiamo un interessante articolo pertinente alla nostra attività di ricerca tartufo.

Introduzione.

Per addestrare un cucciolo alla ricerca del tartufo è necessario far associare al cane l’attività di ricerca a quella del gioco; in modo graduale e senza pretendere risultati immediati. Questa pratica va effettuata a piccoli passi, con pazienza cercando di ripetere i vari passaggi di seguito riportati fino a quando il cane non abbia appreso ogni singolo esercizio.

Partendo dal presupposto che per il cane deve considerare il lavoro che ci apprestiamo a svolgere come un attività ludica, oltre a rimanere concentrato il più possibile, andrà seguito in modo costante. Gli esercìzi dovranno avere durata breve, ciò significa che ogni esercizio potrà essere anche ripetuto varie volte durante la giornata, ma per poco tempo (da 5 a 15 minuti circa) perchè essendo molto giovane il suoi livelli di attenzione/concentrazione saranno limitati. Non dovremo insistere sul prolungamento di questi tempi, perché ritenendolo un gioco e stancandosi di praticarlo, se lo obbligassimo a continuare rischieremmo di ottenere l’effetto contrario…non avrà più piacere di ripeterlo.

Vedrete che giorno dopo giorno, il cane risponderà sempre meglio ai comandi e all’esecuzione dei vari esercizi ed aumentare gradualmente i tempi per l’esercitazione. E’ molto complicato indicare dei tempi per l’allenamento del cane, il livello di concentrazione del cucciolo dipendono dal carattere del cane ed anche da quanto è bravo l’addestratore a coinvolgere il proprio cane nelle varie pratiche.

Fase 1: Il gioco con lo strofinaccio.

Prendiamo del tartufo ed avvolgiamogli intorno uno strofinaccio, chiudiamo (con un tappo) il tutto in un barattolo di vetro e mettiamo per qualche giorno nel frigorifero. Dopo 2-3 giorni lo strofinaccio assorbirà l’aroma del tartufo e potremo inziare il nostro gioco. Mostriamo inizialmente lo straccio al cane, per attirare il suo interesse, poi iniziamo a giocare con il cane usandolo a fare il gioco del tira e molla…Lasciatelo vincere facendovelo portare via dalle mani; ogni volta che “vincerà” premiamolo con un “bravo” e magari dandogli un piccolo premio (una crocchetta, pezzetto di würstel, etc.). In questa fase, secondo me, non è indispensabile aggiungere all’attività “i vari richiami” con l’obiettivo della “cerca e del riporto”…in quanto ritengo primario l’approccio all’odore del tartufo. Il vostro cane, con o senza odore di tartufo, sarà tentato di afferrare lo strofinaccio ugualmente ed proprio per questo che non associerei altri comandi ma mi limiterei a familiarizzare con l’aroma del tartufo.

Molti tartufai questo esercizio non lo fanno, passano subito agli esercizi successivi, come quello di nascondere nella gabbie delle bucce di tartufo o magari mettendole subito dopo lo svezzamento direttamente nelle crocchette che vengono somministrate ai pasti (solitamente anche io preferisco questo passaggio anche se molte persone trovano che la buccia del tartufo sia di difficile digeribilità per un cucciolo).

Fase 2: Il gioco del bastone e la pallina.

Muniamoci di un bastone simile ad una canna da pesca, leghiamo un filo all’estremità e attacchiamoci una pallina, una noce, etc… Posiamo la pallina a terra e man mano che il cane si avvicina spostiamola un poco catturando la sua attenzione fino a fargliela seguire. Dopo qualche spostamento, facciamogliela prendere e gratifichiamolo con un “bravo” ed solito premio culinario. Man mano che il cane acquisirà sempre più gusto nel gioco, procederemo a fare movimenti più lunghi ed alzandogli la pallina in modo da indurlo a prenderla in volo, in modo da rafforzare la sua sicurezza e confidenza nel partecipare al gioco. Successivamente sostituiamo la pallina (la noce o quello che abbiamo usato in precedenza) con un tartufo, in modo tale che anche questo esercizio venga associato dal nostro quattro zampe come una “preda” conquistata.

Fase 3: Primi giochi con il tartufo.

Ora inizia il vero e proprio gioco ed addestramento con il tartufo. Consiglio di maneggiare i tartufi con dei guanti in lattice, in modo tale da non contaminali con il nostro odore; non dovremmo fare associare al cane,  il nostro odore a quello del tartufo…(altrimenti potremmo ritrovarci nelle tartufaie naturali con un cane che nonostante abbia appreso tutti i passaggi dell’addestramento non sia in grado di trovare il tartufo, perché mancante anche del nostro odore). Inizialmente tireremo più volte la pallina di tartufo ai piedi del cucciolo dandogli il comando “prendi”, una volta che il cane afferra “la preda” lo gratificheremo, togliendo noi (inizialmente) dalla sua bocca il tartufo e dandogli il solito premio (questo esercizio serve per insegnare il comando “prendi”). A molti sembrerà inutile, ma al cane questo piccolo gioco dovrà significare una cosa ben precisa: “ogni tartufo che prendo in bocca sarò premiato” e noi rafforzeremo il rapporto che ha con il tartufo. Ogni tartufo si trasforma in qualche cosa di buono da mangiare. Capiterà che il cucciolo mordicchierà il tartufo tentandolo di mangiare, è normale, NON sgridiamolo assolutamente…questo esercizio serve solamente per farglielo prendere in bocca e non ad impedirgli di mangiarlo. Se lo sgridiamo, corriamo il rischio non solo di renderlo insicuro, ma lo impauriremo per eventuali “punizioni” senza che ne capisca la ragione (la presa in bocca o il mangiucchiare).

Sembra banale questa cosa, ma dopo poche volte che un cucciolo inizia a mangiucchiarlo è spesso sufficiente dire in modo molto calmo e tranquillo la parola “eh” oppure “fermo” che le volte successive quando andavo nuovamente a riprendermelo, non lo afferavano più in bocca, o se lo facevano, lo lasciavano immediatamente facendomi capire dai loro movimenti e comportamenti che erano in qualche maniera impauriti o confusi…

Fase 4: L’ovetto.

Passerremo successivamente ad inserire il tartufo in un contenitore forato “ovetto” come quelli di metallo usati per fare gli infusi od il the. Facciamo vedere al cane che inseriamo il tartufo nel contenitore e facciamoglielo annusare. Lo lanciamo inizialmente vicino a lui, lasciamoglielo prendere in bocca precedendo l’azione con il comando “prendi”; una volta afferrato in bocca, essendo un contenitore metallico non tenderà a mangiarselo ma semplicemente lo terrà in bocca magari tentando di aprirlo per prendere il tartufo… è proprio in questa fase che andremo ad insegnare al cane il comando “lascia”.
Avviciniamo la nostra mano alla bocca del cane e diamo il comando “lascia”, inizialmente sarà restio a lasciarlo è normale, non capirà la parola ed andremo a toglierlo noi dalla sua bocca dandogli la solita ricompensa ed il solito “bravo”. Dopo poco, il cane inizierà ad associare il nuovo comando ed inzierà a lasciare la morsa dell’ovetto ed a farlo cadere nelle nostre mani…(ricordatevi sempre il premio e la gratificazione verbale).

Fase 5: Lancio e riporto.

Lanciamo il nostro ovetto con tartufo al cane ma non più vicino alle sue zampe ma magari a 1 metro circa da lui, dando inizialmente il comando “prendi” quando si avvicinerà al tartufo ed una volta preso in bocca diremo subito la parola “bravo” seguito dal comando “vieni” o “porta” (o magari nelle prime esecuzioni chiamandolo per nome così capirà subito di avvicinarsi verso noi), una volta avvicinatosi poi seguirà il comando “lascia” (che avrà già capito e rafforzato negli esercizi precedenti). Al termine della procedura, il solito premio e magari oltre al richiamo anche qualche “coccola”; le prime volte lasciamogli il tempo di godersi il risultato ottenuto, rafforzando con lui il vostro rapporto sia di amicizia che di gioco!

Negli esercizi precedenti ho insistito nel dire di passare all’attività successiva solamente quando il cane avrà appreso appieno l’esercizio stesso, questo perchè essendoci ora più sequenze, se il cane non avrà appreso bene i vari comandi entrerà in confusione e non saprà come reagire alle nostre parole e non riporterà l’ovetto. Se invece, i vari esercizi precedenti saranno stati fatti a regola d’arte, il cane tornerà da noi e ci darà l’ovetto…inizialmente chiamandolo a noi con il nome e man mano che l’esercizio verrà appreso, sostituiremo il suo nome con il comando “porta”. Accadrà che magari andrà a prendere l’ovetto e si siederà a giocarci o scapperà in qualche direzione con la preda; non preoccupatevi, dategli tempo e capirà che dovrà portarvelo…l’esercizio serve proprio a questo. Una volta che il cane avrà acquisito dimestichezza con questa attività, inizieremo a tirarglielo sempre qualche metro più in là (avendo l’accortezza che il cucciolo veda docve cade l’ovetto) fino ad arrivare a tirarglielo dentro l’erba più alta, dove non avrà riferimenti visivi e sarà costretto a cercarlo con l’olfatto…sarete sorpresi nel constatare già dalla prima esecuzione i risultati!

Personalmente, questo esercizio inizialmente lo pratico con l’ovetto e non con il solo tartufo perché inizialmente tra il prenderlo e il portarlo, alcuni cuccioli saranno tentati a mangiucchiarlo, a spezzarlo…ma se noi andassimo a dirgli la parola “eh” o la parola “no” il cane entrerebbe in confusione con i comandi. Solo ad esercizio assimilato, passo a tirargli i tartufi veri e propri ed a farmeli riportare, ma in questo caso (se per un caso dovesse mangiarlo) non sono restio a dirgli  “eh”, non mangiare, “porta”… in questo caso il cane ha già assimilato in precedenza e non lo manderà sicuramente in confusione.

Solitamente i cani vengono addestrati con il Tuber Estivum o con il nome più comune “Scorzone”, è un tartufo che non costa molto e risulta più duro rispetto ad un “Bianchetto” o ad un “Tartufo bianco”.

Fonte: CercoTartufo.it